2000 · Rapporto · Inglese
Predictors of Youth Violence
Hawkins, J. D., Herrenkohl, T., Farrington, D.P., Brewer, D., Catalano, R.F., Harachi, T.W. Cother, L.
Hawkins, J. D., Herrenkohl, T., Farrington, D.P., Brewer, D., Catalano, R.F., Harachi, T.W. Cother, L. (2000). Predictors of Youth Violence. ojp.gov/pdffiles1/ojjdp/179065.pdf
Riassunto
Bollettino OJJDP degli Stati Uniti sui predittori della violenza in adolescenza secondo gli studi a lungo termine. Si basa su una meta-analisi di 66 studi longitudinali (Lipsey e Derzon, 1998), integrata da rapporti OJJDP e dal Seattle Social Development Project; le associazioni sono correlazioni medie ponderate e, dove disponibili, odds ratio. I predittori si organizzano in cinque ambiti: individuo (iperattività, aggressività, violenza precoce, convinzioni antisociali), famiglia (criminalità dei genitori, maltrattamento, scarsa gestione familiare, conflitto), scuola (insuccesso, scarso impegno, assenteismo, abbandono), coetanei (fratelli e coetanei devianti, bande) e comunità (povertà, disorganizzazione, disponibilità di droghe e armi, esposizione alla violenza). I predittori più forti cambiano con l'età: devianza precoce e uso di sostanze a 6–11 anni, legami sociali deboli e coetanei antisociali a 12–14; il rischio si accumula: nel Cambridge Study, il 3 % dei ragazzi senza fattori di rischio è stato poi condannato per violenza, contro il 31 % di quelli con quattro fattori. La base di evidenze da cui provengono gli elenchi di rischio su cui lavorano le comunità CTC.